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La Postura
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تشرين2

In generale potremmo definire la postura come la disposizione delle parti del corpo in rapporto all’ambiente che ci circonda. Una definizione più specifica è stata data da una relazione del Posture Committee dell’American Academy of Orthopedic Surgeon: “Generalmente, la postura viene definita come la disposizione delle parti del corpo. Una buona postura è quello stato di equilibrio muscolare e scheletrico che protegge le strutture portanti del corpo da una lesione o una deformità progressiva malgrado la posizione (eretta, distesa, accovacciata, china) in cui queste strutture lavorano ed oppongono resistenza. In queste condizioni i muscoli lavoreranno in modo più efficace e gli organi toracici e addominali si trovano in posizione ottimale.

La postura è cattiva quando si ha una relazione scorretta delle varie parti del corpo che produce un aumento di tensione delle strutture portanti e quando l’equilibrio del corpo sulla base d’appoggio è meno efficiente. Da questa prima definizione si evidenzia come venga fatto un distinguo fra postura buona e postura cattiva. Ciò non è affatto superfluo o secondario: un buon atteggiamento posturale può infatti proteggere l’organismo da patologie che non sempre si evidenziano solo a livello dell’apparato locomotore. La postura è infatti un fenomeno estremamente complesso. E’ allo stesso tempo un dato fisico, tangibile, oggettivo ma anche soggettivo, accomuna tutti ma allo stesso tempo ci differenzia dagli altri. Nessuno potrà mai dire di avere una postura esattamente uguale ad un’altra persona così come nessuno potrà dire di avere una postura perfetta. La postura perfetta in realtà non esiste, si può tendere ad essa ma mai raggiungerla. La complessità dei meccanismi che, come vedremo, regolano la nostra postura uniti all’insieme di forze con cui il corpo si trova a lottare, fra tutte la forza di gravità, rendono questa condizione impossibile. Ciò nonostante la tendenza ad avere un buon allineamento posturale può determinare il confine fra l’essere in salute e non esserlo. La postura non è un dato fisso ed immutabile nel tempo. Evolve insieme alle caratteristiche fisiche e psicologiche del nostro organismo. E’ determinata da fattori ereditari e costituzionali, dalle esperienze motorie del soggetto, da caratteristiche psicologiche nonché dal carattere stesso della persona. Rappresenta il nostro modo personale di interagire con il mondo che ci circonda, il nostro biglietto da visita. Avere una buona postura dà un’immagine positiva di sé: la persona che si muove con il busto eretto, con coordinazione e armonia trasmette un’immagine di sicurezza, di qualcuno che affronta la vita con positività e fiducia; al contrario l’individuo con la schiena curva, le spalle cadenti e il capo inclinato dimostra rassegnazione, sofferenza verso i compiti della vita. 
La postura è efficace quando consente di avere equilibrio e sforzo minimo nel mantenere una posizione o nel muoversi. I muscoli e le articolazioni sono le strutture che per prime risentono di un cattivo atteggiamento posturale. Numerose ricerche hanno dimostrato che la maggior parte dei disturbi a carico della colonna vertebrale nascono proprio da un cattivo uso del nostro corpo. La nostra colonna vertebrale è continuamente sottoposta all’azione logorante della forza di gravità, che dall’alto ci spinge verso il basso. A questa forza vanno aggiunte le pressioni che esercitiamo su di essa attraverso le posizioni assunte dal nostro corpo. A molti sorprenderà sapere che la posizione seduta implica sulla colonna delle pressioni maggiori rispetto alla posizione in piedi (ortograda) o che in alcune posizioni il peso che si scarica sulla nostra colonna può essere superiore a 200 kg. E’ importante quindi  conoscere il proprio corpo per poterlo utilizzare al meglio. Questo dovrebbe essere il grande obiettivo da porsi nelle sedute rieducative di ginnastica posturale. Non semplicemente il rinforzo settoriale di masse ipotoniche o l’allungamento di muscoli retratti, non ipercorrezione per cercare di raggiungere modelli di perfezione, ma la ricerca della migliore forma di “convivenza” e adattamento possibile fra l’individuo, l’ambiente e il proprio corpo.
Pertanto il concetto di postura non può essere ridotto ad una condizione statica, definita ed immutabile nel tempo. L’organismo di volta in volta, sulla base delle informazioni tattili, cinestesiche, sensoriali, che arrivano al S.N.C. elabora la risposta posturale più adatta in riferimento alle condizioni ambientali, in quel dato momento e per i programmi motori previsti. Le ossa, i muscoli e le articolazioni sono soltanto gli effettori di un complesso apparato deputato al controllo posturale che chiameremo Sistema Tonico Posturale (S.T.P.)