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تشرين2

 

Argomenti: #occhio #vista #postura #miopia #strabismo #scoliosi #oculista

L’occhio è un organo sensoriale che consente di recepire le onde elettromagnetiche provenienti dal mondo esterno e di convertirle in impulsi nervosi, che invia al SNC per la successiva elaborazione e far divenire lo stimolo visivo cosciente.

I recettori visivi, sono recettori sensoriali (esterocettori, recettori elettromagnetici o fotorecettori) rappresentati dai coni e bastoncelli della retina (che è un'estensione del sistema nervoso centrale), inviano all'encefalo informazioni sull'ambiente esterno. In particolare la zona foveale (nella fovea si raggruppano la maggior parte dei recettori retinici) della retina analizza in maniera precisa l'oggetto di maggior interesse, fornendoci stabilità posturale laterale (movimenti destra-sinistra). La zona retinica periferica, invece, invia contemporaneamente informazioni sull'insieme ambientale, consentendo la stabilità posturale antero-posteriore (movimenti avanti e dietro). [1]

Gli occhi non sono organi a sé stanti ma sono intimamente collegati al resto del corpo. L’entrata recettoriale visiva recepisce un gran numero di informazioni, insieme all’apparato vestibolare più di 2/3 delle informazioni che arrivano all’encefalo. Alterazioni posturali possono modificare il complesso meccanismo della visione binoculare. La visione fisiologica, infatti, è il risultato di una complessa azione sinergica di gruppi muscolari e di reazioni a stimoli neurologici.

Ben 5 dei 12 nervi cranici sono coinvolti nel processo visivo: il nervo ottico (II nervo cranico) con funzioni sensoriali (recettori della retina). L’oculomotore (III nervo cranico), il trocleare (IV nervo cranico) e l’abducente (VI nervo cranico), con funzioni motorie e propriocettive. Il trigemino (V nervo cranico) con funzioni miste. L’occhio possiede inoltre uno dei sistemi neurologici più complessi, facente parte contemporaneamente del S.N. Sensoriale (retina), del S.N. Volontario (muscoli oculomotori) e del S.N. Autonomo (m. ciliare e iride).

I muscoli oculomotori, oltre che con i muscoli oculari intrinseci e delle palpebre, funzionano in stretta sinergia con i muscoli facciali e del collo (i muscoli trapezio e sternocleidomastoideo possiedono un'innervazione cranica, tramite l' XI nervo cranico o accessorio spinale).

Circa il 20% delle fibre nervose derivanti dagli occhi formano sinapsi con neuroni provenienti da aree motorie prima di raggiungere la corteccia cerebrale. Tutto ciò rende i nostri occhi fra i principali attori protagonisti del Sistema Tonico Posturale, sia come esterocettori ma anche propriocettori.

Talvolta facciamo esageratamente affidamento alla funzione visiva per mantenere l’equilibrio. La semplice chiusura degli occhi in posizione ortostatica provoca un peggioramento della precisione del controllo posturale di circa il 250%, rilevabile con l’aumento delle oscillazioni del corpo durante l’esame posturale.

Si osservi come restare in appoggio monopodalico ad occhi aperti per 10sec sia un’operazione relativamente semplice. La stessa operazione diventa invece molto più complessa ad occhi chiusi. Le oscillazioni diventano più ampie e siamo costretti ad attuare continui aggiustamenti posturali per evitare di cadere.

Affinché il Sistema Tonico Posturale possa utilizzare le informazioni visive per il mantenimento dell'equilibrio, occorre che esse siano comparate con quelle derivanti dall'apparato vestibolare e cutaneo-propriocettivo (in particolare dall'appoggio del piede). L'occhio infatti non riesce a distinguere, da solo, se lo scorrere dell'immagini sulla retina sia dovuto al movimento dell'occhio, della testa o dell'intero corpo. La specializzazione eccessiva del recettore oculare come organo di equilibrio, limita l’informazione proveniente da altri organi, in particolare dal piede.

Se da un lato problematiche visive possano comportare alterazioni dirette sull’intera postura, basti pensare ad una persona che vede poco che è costretta a spingersi continuamente in avanti con la testa; è anche vero che talune alterazioni posturali, propriocettive muscolari ed esterocettive podaliche, nonché problematiche dell'apparato stomatognatico, possono essere, a loro volta, causa di disfunzioni ottiche o coesistere con quest'ultime.

Se osserviamo l’atteggiamento posturale di un miope quando si sforza di vedere qualcosa lontano, noteremo che tende a protendere il capo in avanti nel chiaro tentativo di raccorciare la distanza fra l’occhio e l’oggetto osservato. Il risultato finale di questo atteggiamento, nel tempo, potrà indurre problematiche del tratto cervicale e lombare della colonna vertebrale.

Nel caso opposto, una persona che non è in grado di far convergere correttamente i due occhi, quando deve leggere o lavorare al computer stanca facilmente la vista, trovandosi costretta ad un costante tentativo di allontanare gli occhi dal monitor o dal libro: il collo tenderà in tal caso ad andare in inversione di curva.[2]

 

 

Ad ulteriore conferma dell’interrelazione fra funzione visiva e postura, una ricerca effettuata da Catanzariti e coll. (1998) ha studiato le relazioni esistenti tra vista e postura e tra oculomotricità e postura. Nei campioni esaminati i soggetti ipovedenti presentano più frequentemente deformazioni del rachide rispetto ai controlli, e i bambini scoliotici presentano più frequentemente anomalie oculomotorie rispetto a una popolazione di controllo.[3]

L’esperienza dimostra come migliorare i meccanismi posturali contribuisce a migliorare anche le funzioni dei muscoli oculomotori. Il lavoro posturale in globalità, con rieducazione visiva associata al trattamento dell’oftalmologo è quello che garantisce migliori risultati.  

 



[1] http://www.giovannichetta.it/vista.html

[2] http://www.posturalmed.it/index.php?option=com_content&view=article&id=428:occhi-e-postura&catid=143&Itemid=4238&lang=it

[3] V. Roncagli, F. Scoppa, R. Spinozzi, Regolazione della funzione visiva e postura, Il Fisioterapista, Agosto 2000.