La postura del giovane sovrappeso

La postura del giovane sovrappeso

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

 

“Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute.” (Ippocrate 460-377 a.C.)

Obesità giovanile, cos'è? 

L'obesità giovanile rappresenta un importante problema sanitario che interferisce precocemente sulla salute e può disturbare in modo serio lo sviluppo e l'accrescimento del bambino e dell'adolescente, non soltanto dal punto di vista fisico ma anche di quello sociale ed emozionale. Mediamente il peso del corpo di un uomo adulto è costituito per l’80-85% da massa magra (liquidi corporei, muscoli, scheletro, visceri, ecc.) e per il 15-20% da massa grassa (tessuto adiposo). Nella donna adulta la percentuale di massa grassa è del 20-30%. I bambini, rispetto all’adulto, hanno una maggiore percentuale di acqua e una minore percentuale di grasso (in sede prevalentemente sottocutanea). In linea generale si può definire l’obesità come quella condizione in cui nel soggetto vi è un eccesso ponderale da accumulo di adipe o massa grassa superiore a valori considerati fisiologici. Un soggetto è obeso se il suo eccesso ponderale supera del 20-25% il peso ideale o la cui percentuale di grasso corporeo supera il 25% per l'uomo e il 35% per la donna. L'obesità può essere classificata come lieve se l'eccesso ponderale è del 20-40%, media se è del 41-99% e grave quando l'eccedenza ponderale è superiore al 100% del peso ideale.

 

Patologie legate all'obesità

L’obesità predispone il soggetto al manifestarsi di patologie come il diabete, disfunzioni cardiocircolatorie, ipertensione, ictus e porta con sé una serie di conseguenze che influiscono in maniera negativa e determinante sulla struttura corporea, in particolare ad esempio sulle articolazioni con relativi sovraccarichi ( colonna vertebrale, ginocchia, anche, ecc.). Normalmente l’obesità si inquadra nelle cosiddette “società del benessere” , sebbene questa condizione viene ad essere determinata non solo da un eccessivo apporto calorico derivante dal mangiare ma anche e soprattutto dalla sedentarietà e mancanza di attività fisica. Il quadro viene aggravato se vi è una condizione genetica che predispone il soggetto, turbe endocrine o metaboliche. Si noti nella tabella seguente come ad un IMC più alto corrisponda un rischio più elevato per la salute.

 

GRADO DI SOVRAPPESO

IMC (kg/m2)   LIVELLO DI RISCHIO

NORMOPESO

18,5-24,9             NON INCREMENTATO

SOVRAPPESO

25,0-29,9             INCREMENTATO

OBESITA’ I

30,0-34,9             ALTO

OBESITA’ II

35,0-39,9             MOLTO ALTO

OBESITA’ SEVERA III

>40                    ESTREMAMENTE ALTO

 

Postura e obesità

Tante sono le problematiche posturali che si possono facilmente correlare al soggetto sovrappeso. E' facilmente evidenziabile come spesso il piede piatto-lasso tipico dell'età infantile si ritrovi più facilmente nei bambini sovrappeso e come sia destinato a stabilizzarsi anche in età adulta laddove l'eccesso ponderale venga mantenuto. 

La lassità articolare tipica del giovane sovrappeso lo predispone a mancanze di equilibrio, instabilità di caviglia e frequenti distorsioni. Il ginocchio appare spesso iperesteso e recurvato, tendente al valgismo. 

La schiena si inarca maggiormente, a pagarne le spese è spesso il tratto lombare che frequentemente si sovraccarica con conseguente mal di schiena. L'ipercifosi dorsale si accompagna alla tendenza ad anteporre il capo in avanti. 

 

Il sovrappeso nel mondo e in Italia

Gli effetti negativi indotti dall’obesità non si ripercuotono solo sulla salute del singolo ma rappresentano importanti problematiche anche dal punto di vista economico e della salute pubblica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che presto il sovrappeso e l’obesità potrebbero sostituire i più tradizionali problemi di salute pubblica come la denutrizione e le malattie infettive. Da ricerche effettuate oltremanica si calcola che la spesa per prodotti dietetici negli Stati Uniti va da 40 a 100 miliardi di dollari.[1] Nel 1998, i costi sanitari attribuibili all'obesità negli USA sono stati di 78,5 miliardi dollari, pari al 9,1% di tutte le spese mediche,  mentre il costo dell'obesità in Canada è stato stimato in 2 miliardi di dollari canadesi nel 1997 (2,4% dei costi sanitari totali). [2] [3]

Anche in Italia la situazione non è delle più rosee. I dati ricavati dal progetto Okkio alla Salute, promosso dal Ministero della Salute e dal CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie), coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità e realizzato in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, con le Regioni e le Aziende Sanitarie, permettono di delineare un quadro completo del problema nel nostro Paese. Il progetto, avviato nel 2008, effettua rilevazioni a carattere biennale e nel 2012 ha coinvolto 46.492 bambini appartenenti a 2.623 classi terze della scuola primaria, permettendo di ricavare importanti dati circa la mappa dell’obesità infantile in Italia, le abitudini alimentari dei bambini, i livelli di attività fisica ma anche la percezione del fenomeno obesità da parte dei genitori.

Dai dati raccolti nell’indagine 2012 per il progetto Okkio alla salute risulta che il 22,1% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 10,2% in condizioni di obesità. Complessivamente, dunque, nel 2012 l'eccesso ponderale riguarda il 32,3% dei bambini della terza elementare. Tali dati inseriscono l’Italia fra i primi posti in Europa proprio per l’eccesso ponderale infantile.

 

Strategie di intervento

Tali dati evidenziano il bisogno e la necessità di dover cambiare decisamente rotta e strategia di intervento. I costi per la spesa sanitaria sono elevatissimi, per ridurli basterebbe attuare dei programmi di intervento mirati e continui a partire dalla prima infanzia. La scuola deve essere sì luogo di cultura e formazione del sapere ma anche imprescindibile sede per la prevenzione della salute. Non possono e non devono bastare dei semplici progetti mensili di promozione dell'attività fisica o corretta alimentazione che, seppur meritevoli, non presentano quelle caratteristiche di longevità e continuità che sono indispensabili per prevenire i fenomeni citati.

In Italia le ore dedicate all'insegnamento dell'attività motoria sono esigue, in alcune scuole del tutto assenti o affidate a soggetti senza alcuna preparazione specifica per la materia. 

Il rischio è che la situazione continui a peggiorare se non si deciderà di intervenire. Le cattive posture mantenute a lungo, come quando i bambini guardano la televisione o utilizzano i videogiochi, il sollevamento dei carichi in maniera errata, come nell'utilizzo dello zaino da parte degli studenti, e la posizione seduta prolungata nel tempo, davanti al pc o ai libri, determinano progressivamente delle alterazioni nella colonna vertebrale. Una volta raggiunta l'età della maturazione ossea il rischio è la presenza di un dismorfismo, cioè di un'alterazione ormai stabile e irriducibile che si aggrava in presenza di sovrappeso.

È necessaria un'educazione preventiva che parta dai genitori e insegnanti per arrivare poi ai bambini. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda: per bambini e ragazzi (5 – 17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata–vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive.

È indispensabile che parte di queste ore di attività fisica venga fatta all'interno delle scuole e che soprattutto sia affidata a persone competenti in materia. All'interno dell'orario curricolare potrebbero essere inserite delle lezioni dedicate a spiegare la corretta alimentazione, come studiare, stare seduto e tenere lo zaino. Seguendo queste semplici indicazioni si potrebbero prevenire gran parte delle problematiche che abbiamo esposto. Prevenire è sempre meglio che curare.

 

Il controllo e la visita dal professionista esperto in nutrizione e dal Posturologo sono fondamentali specie in età infantile per prevenire quadri ben più preoccupanti da adulto. 

 

Bibliografia

[1] Laura Cummings, The diet business: Banking on failure, BBC News, 5 febbraio 2003.

[2] Finkelstein EA, Fiebelkorn IA, Wang G (1º gennaio 2003). National medical spending attributable to overweight and obesity: How much, and who's paying. Health Affairs Online (May)

[3] Lau DC, Douketis JD, Morrison KM, Hramiak IM, Sharma AM, Ur E (aprile 2007). 2006 Canadian clinical practice guidelines on the management and prevention of obesity in adults and children

 

 

DOTT. FABIO MARINO

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. E’ autore di quattro libri (vedi Pubblicazioni). Docente in Terapia Fisica Strumentale e Stabilometria in Analisi Posturale per il Master in Posturologia Clinica e Scienze dell'esercizio fisico dell'Università di Catania. Ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Ha svolto l’attività di Tutor sportivo per il Coni Lazio, quella di docente per il Coni Campania e per i corsi di formazione in tutta Italia per Nonsolofitness. Relatore a prestigiosi Congressi Internazionali. 

Segue quotidianamente percorsi individuali e piccoli gruppi di rieducazione motoria, ginnastica posturale e propriocettiva. Specializzato nella costruzione di ortesi plantari, ortesi posturali e nel trattamento e riabilitazione delle principali alterazioni podaliche e posturali. E’ operatore certificato nell’applicazione del Taping elastico, ha introdotto in Italia la metodologia del Taping posturale. Amministratore del sito podoposturale.it . Il Dott. Marino svolge la sua attività professionale come Podologo e Posturologo presso gli studi di Piazza Armerina e Catania. 

Breve presentazione

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. È autore di quattro libri, ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Inoltre, docente in Terapia Fisica Strumentale e Stabilometria in Analisi Posturale per il Master in Posturologia Clinica e Scienze dell'esercizio fisico dell'Università di Catania.Ha svolto l'attività di Tutor sportivo per il Coni Lazio, quella di docente per il Coni Campania....... Continua a leggere

Search