La scarpa giusta per i bambini

La scarpa giusta per i bambini

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Il piede del bimbo non sa di essere piede
e vuole essere farfalla o mela.
Ma presto i vetri e le pietre,
le strade, le scale,
e i cammini della dura terra
insegnano al piede che non può volare,
che non può essere frutto rotondo sul ramo.
Il piede del bimbo allora è stato sconfitto,
è caduto in battaglia,
è stato fatto prigioniero, condannato a vivere in una scarpa.

Pablo Neruda

 

La scarpa rappresenta sicuramente l’elemento d’abbigliamento più delicato nella scelta, non solo per i bambini ma anche per gli adulti, al quale porre quindi particolare attenzione. E’ frequente ormai trovarsi di fronte neonati con ai piedi scarpine della marca più in voga del momento. L’ossessione della moda dei genitori si trasmette così al figlio, a suo discapito, fin dalla nascita. In realtà la scarpa nei bambini così piccoli non solo non è di alcuna utilità, ma può risultare addirittura dannosa. Abbiamo descritto il piede come straordinario organo che ci mette continuamente in comunicazione con l’ambiente,  tale funzione è ancora più importante nel bambino (vedi Il piede: l'organo meraviglioso) Nei primi mesi di vita le informazioni tattili ed esterocettive che permettono al bambino di conoscere il mondo che lo circonda derivano, oltre che dalla mano, proprio dal piede. “Imprigionare” precocemente il piede del bambino all’interno della scarpa significa privarlo di quegli stimoli così importanti per lo sviluppo della sua sensibilità propriocettiva. Fino a quando il bambino non sarà del tutto autonomo nel cammino, mantenerlo a piedini scalzi, o al massimo fargli indossare delle calze antiscivolo,  è sicuramente più indicato per favorire una corretta  formazione dell’arco plantare e un’ottimale sviluppo di muscoli e legamenti. Fare camminare il bambino su terreni accidentati (spiagge, prati, ecc) rappresenta la migliore ginnastica per il suo piede. Solo quando la conquista della deambulazione sui piedi potrà dirsi superata, i passi sono sicuri e diventano frequenti le uscite di casa del bambino, sarà opportuno cominciare ad utilizzare una calzatura specifica.  

Scegliere la scarpa giusta, a maggior ragione per i bambini, è un compito delicato.  Una scarpa non adatta al piede può determinare modifiche nel modo di camminare, può variare la forma del piede, inficiarne il corretto sviluppo. Non sempre la scarpa che costa di più è necessariamente la più valida. Innanzitutto occorrerà valutarne il materiale, una buona scarpa è quella che si adatta al piede e non viceversa. A tal proposito assicurarsi che sia costruita con materiali naturali e morbidi affinché risulti elastica durante il passo ma senza deformarsi. Le caratteristiche più importanti che le prime scarpette per bambini devono possedere vengono così riassunte:

 

  • La suola dovrebbe essere piatta e allo stesso tempo flessibile, tale da rendere possibile il piegamento della parte anteriore a circa 90° con la semplice pressione della mano. La suola dovrebbe essere in cuoio per permettere un migliore scivolamento del piede sul terreno;
  • la punta anteriore della scarpa dovrebbe essere abbastanza ampia e alta per permettere di alloggiare comodamente le dita e non ostacolarne il movimento;
  • Posteriormente ed ai lati dovrebbe esserci un contrafforte rigido per mantenere in asse il calcagno durante l’appoggio al suolo. Sono da evitare le scarpe prive di questi contrafforti, come ad esempio quelle in tela;
  • L’altezza della scarpa non dovrebbe ostacolare il libero movimento dell’articolazione della caviglia. Al massimo sarà fornita di un gambaletto morbido che non superi il malleolo per evitare che il bambino la sfili con troppa facilità.
  • Il tacco nel periodo dei primi passi dovrà arrivare a massimo 5 mm. Successivamente la sua funzione sarà quello di mantenere l’allineamento del baricentro corporeo con l’arto inferiore e aumentare così l’equilibrio. L’altezza massima da raggiungere sarà di 10 mm.[1]

E’ opportuno ricordare che il piede nei primi 3 anni di vita ha un notevole sviluppo e cresce all’incirca di 3-4 mm al mese, quindi la calzatura andrebbe sostituita all’incirca ogni due-quattro mesi. A tal proposito per scegliere la misura esatta si valuterà la distanza fra l’alluce del bambino e la punta della scarpa, tale distanza dovrà essere mediamente di poco superiore a 1 cm (pari a circa un dito trasverso). Una scarpa troppo stretta altera la circolazione sanguigna, favorisce l’arrossamento della cute ed il progressivo instaurarsi di deformità come la marcia a punte in dentro. Una scarpa troppo larga, al contrario, può causare vesciche e callosità a causa degli sfregamenti. Poiché la scarpa tenderà ad adattarsi alle caratteristiche del piede di chi la calza, sarebbe importante evitare l’utilizzo di scarpe già indossate da fratelli o amici, poiché tenderà a fare assumere i difetti di deambulazione di chi l’ha già calzata. Come precedentemente sottolineato, evitare di utilizzare, tranne se prescritte da uno specialista, scarpette ortopediche o correttive che con i loro rialzi e allacciatura sopra la caviglia, impediscono al piede di formarsi armonicamente, costringendolo ad un’assurda rigidità che si tradurrà in una mancanza di equilibrio del bambino poiché incapace di adattarsi alle asperità del terreno.

 

 

[1] Lattanzi F., Lattanzi B., Mengarelli R., Il piede del bambino, Rotary club Loreto.

Breve presentazione

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. È autore di quattro libri, ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Inoltre, docente in Terapia Fisica Strumentale e Stabilometria in Analisi Posturale per il Master in Posturologia Clinica e Scienze dell'esercizio fisico dell'Università di Catania.Ha svolto l'attività di Tutor sportivo per il Coni Lazio, quella di docente per il Coni Campania....... Continua a leggere

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