Gli esercizi per prevenire le malattie cardiovascolari nella terza età

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Articolo a cura del Dott. Luca Alfei

 

La metodica da utilizzare soprattutto nella terza età, ma non solo, è quella di sviluppare una buona mobilità articolare. Infatti essendo poco utilizzate, le articolazioni si troveranno a produrre una quantità inferiore di liquido sinoviale, andando incontro a patologie articolari serie. Inoltre, qualora un’articolazione non lavori in maniera corretta, ne risentirà il muscolo annesso poiché, essendo contratto e quindi poco vascolarizzato, può portare all’ ischemia ( Martini H. , Timmons M.J., Tallitsch R.B. , 2012). Anche un buon allungamento risulta importante, sempre a seconda della persona che ci si trova davanti. Fondamentale risulta trofizzare il tono. E’ bene fare una distinzione tra tono e trofismo. Il tono è la muscolatura basica che consente la normale efficienza fisica minima, necessaria nel nostro quotidiano. Il trofismo è lo step successivo al tono; riguarda le persone che hanno già un buon tono muscolare.

Come ribadito, in Italia statisticamente è in aumento la popolazione anziana.

Molti di questi anziani sono anche in sovrappeso e con patologie metaboliche (diabete, ipertensione, colesterolo, problemi cardiorespiratori e cardiovascolari ). Si deve cercare di ridurre il peso di questi anziani, ridurre il rischio di cadute, in quanto se un anziano cade aumentano le patologie legate alle sindromi da allettamento. Come punto di riferimento risulta importante prendere la Scala di Borg, ossia una scala che quantifica la fatica percepita (va da 6 a 20, dove 6 rappresenta 60 bpm e 20 sarebbero 200 bpm). Questa scala ha una forte valenza scientifica ed è molto attendibile.

Prima di procedere con una riabilitazione o attività con gli anziani, occorre sempre fare una valutazione del soggetto che si ha difronte. Le domande da porsi in genere sono le seguenti:

- Se la persona deambula in maniera autonoma;

- Se ha cura e igiene personale;

- Se ha una buona postura;

- Lo stato clinico generale;

- Il livello di attenzione/comprensione/interesse;

- Se occorre utilizzare degli ausili nella riabilitazione;

Come far fare attività fisica agli anziani?

Gli anziani vanno coinvolti facendogli acquisire autostima. Tutto questo li stimolerà a svolgere attività fisica e a migliorare lo stile di vita. (Foss B. F., 1994) .

E’ molto difficile che un anziano possa allenarsi su una bike o su un tappeto rotante. Risulta più pratico e funzionale farlo allenare con una marcia sul posto o con dei percorsi che prevedono piccoli spostamenti su cerchi o altri oggetti.

Questo tipo di attività attiva ugualmente il sistema cardiocircolatorio, l’importante è riuscirne a controllare l’intensità. Secondo un protocollo di riabilitazione cardiovascolare, il paziente per legge deve svolgere 180 minuti al giorno di attività motoria. Proprio per questo, si preferisce fare una ginnastica più moderata e dolce, attraverso la marcia sul posto, percorsi con cerchi e bacchette a terra, oppure piegamenti sulle gambe aiutandosi con l’ausilio di una sedia.

Praticare regolarmente esercizi di forza comporta numerosi benefici, specie negli anziani , perché aiuta a prevenire : i problemi articolari, l’osteoporosi, le cadute e le fratture. Questi esercizi andrebbero praticati due o tre volte alla settimana, ripetendo ogni esercizio dieci volte e poi (dopo due minuti di pausa) altre dieci. In particolar modo, gli anziani è bene che siano forti sugli arti inferiori, affinchè camminino meglio e con più sicurezza ( si riduce il rischio di cadute) e perché aumentando la forza delle gambe aumenta il ritorno venoso, normalizzando così la pressione sanguigna. Se non si ha forza negli arti inferiori, il SNC tenderà a farli usare il meno possibile, facendoli tremare e creando così sull’anziano una situazione di ipotono. ( Giorni G. ,Minasso C. Piccolo A. , 1983 ). Possono utilizzarsi tavolette di Freeman, cuscini propriocettivi gonfiati ad aria e camminate sulla sabbia. Anche cammino su superfici ridotte, il ballo e il Tai Chi (lavori a specchio adattato), risultano utili. Il Tai Chi, uno stile interno delle arti marziali cinesi nato come tecnica di combattimento, è oggi conosciuto in occidente soprattutto come ginnastica e come tecnica di medicina preventiva.

Spesso ci si chiede se si possa migliorare l’equilibrio in acqua. Sicuramente non con acquagym, perché i Bpm sarebbero troppo elevati; in acqua si perde forza negli arti inferiori, ma migliorano equilibrio, mobilità articolare e la flessibilità. Il problema è l’entrata e l’uscita dall’acqua, per cui bisogna avere una discreta forza negli arti sia inferiori che superiori, oltre che autostima.

 

Gli esercizi di stretching, spesso sottovalutati, inducono benefici sia per quanto riguarda il sistema muscolare e tendineo, le articolazioni ma anche sul sistema cardiocircolatorio e respiratorio, aumentando circolazione sanguigna e capacità polmonare (Rizzi,1996). Negli anziani una buona forma di attività fisica è la camminata, tenendo sempre conto dell’ergonomia del movimento (affinchè non crei danni alla persona). Curare il movimento e la corretta esecuzione del passo, per non incorrere nei problemi di schiena. E’ raccomandabile un cammino ritmico e continuo, permesso dall’integrazione di input sensoriali come quello visivo, vestibolare e propriocettivo.

 

Intervengono inoltre la forza muscolare, il controllo neuromuscolare e la mobilità articolare.

L’esercizio regolare, anche di moderata entità, ha effetti positivi come detto su vari fattori di rischio cardiovascolare. Il rischio di incidenti cardiovascolari acuti risulta maggiore nei soggetti anziani sedentari, per questo è bene prendere come precauzione programmi di attività/esercizio fisico a lenta progressione di allenamento. Non si è mai troppo anziani per non trarre beneficio da un’attività fisica regolare, prevenendo ipertensione e malattie coronariche.

 

 

Note sull'autore

LUCA ALFEI 
nato a ROMA
IL 4/5/1991 

- Laurea triennale in Scienze Motorie Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Titolo tesi: " Ruolo dell'esercizio fisico per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nei soggetti 
anziani"
- Chinesiologo e Istruttore di Ginnastica Posturale presso Studio Chinesiologico Posturale Luca Alfei 
- Istruttore scuola calcio Figc- Coni 
- Attestato Istruttore Ginnastica Posturale I Livello
- Attestato Istruttore Ginnastica Posturale II Livello
- Attestato Istruttore Ginnastica Posturale III Livello
- Attestato Analisi della Postura
- Corso avanzato e attestato Hilterapia
- N. 2 Attestati Human Tecar 
- Praticante corso di Fisiokinesiterapia presso Perugia
- Chinesiologo e Istruttore di Ginnastica Posturale
- Preparatore atletico della Juniores Nazionale della Lupa Roma 


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Breve presentazione

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. È autore di quattro libri, ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Inoltre, docente in Terapia Fisica Strumentale e Stabilometria in Analisi Posturale per il Master in Posturologia Clinica e Scienze dell'esercizio fisico dell'Università di Catania.Ha svolto l'attività di Tutor sportivo per il Coni Lazio, quella di docente per il Coni Campania....... Continua a leggere

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