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24
Apr

 

Argomenti: #scoliosi #postura #ginnasticaposturale

La scoliosi è una patologia complessa, globale e specie complicata. Negli anni si sono succedute varie teorie sull'eziopatogenesi e altre sui trattamenti. In ambito rieducativo e chinesiterapico numerosi sono gli autori e le scuole che negli anni hanno proposto diverse metodologie di intervento. L'effetto è stato quello di generare spesso più confusione che una reale metodologia scientifica di trattamento.

Ad esempio per anni per anni si è parlato degli "effetti curativi" o presunti tali del nuoto su scoliosi, dorso curvo, mal di schiena ecc., una recente ricerca da parte dell'Isico (Istituto scientifico italiano colonna vertebrale) ha chiarito questo aspetto. La ricerca si chiama appunto: "Swimming is not a scoliosis treatment: a controlled cross-sectional survey", ovvero "il nuoto non è una terapia della scoliosi".

Ha confrontato 112 nuotatori a livello agonistico con 217 studenti di pari età. Il risultato a dir poco sorprendente è stato che i praticanti presentavano delle asimmetrie del tronco più accentuate ed erano ipercifotici, di conseguenza con una frequenza maggiore di dorsi curvi e mal di schiena.

Uno studio realizzato da Geyer e Vercauteren ci dice inoltre che nelle scoliosi con gibbo dorsale superiore ai 10 mm, le forze applicate al torace, come nel nuoto, agiscono in senso auto-deformante.

Per combattere la scoliosi occorre pertanto scegliere sport di carico che non prevedano mobilizzazioni eccessive della colonna vertebrale, come nella danza o ginnastica artistica.

In ginnastica posturale preferire quegli esercizi che portino progressivamente a maggior coscienza corporea e all'autocorrezione del soggetto anche nello svolgimento delle attività quotidiane. Il paziente dovrà eseguire l'autocorrezione attivamente, senza aiuti esterni e dovrà riuscire a mantenerla anche in situazioni "distraenti" e sempre più complesse.

Questo, permette di superare il concetto di "ginnastica correttiva" ed orientare alla realizzazione di una vera e propria "rieducazione neuromotoria" mirata al rinforzo e al controllo della stabilità vertebrale.

Il soggetto che "si torce" a livello della colonna, non ha coscienza del suo squilibrio, a livello nervoso il suo schema è ben strutturato per assumere quella posizione come la più comoda fra le tante possibili. Il paradosso posturale sta nel soggetto che trova un suo equilibrio nell'apparente squilibrio. La visione specialistica della medicina tradizionale cade nell'errore di valutare la struttura senza indagare la funzione, perdendosi fra le mille scale del paradosso. È solo attraverso un'integrazione neuromotoria della postura che si può raggiungere una possibile correzione o meglio autocorrezione. Per fare questo l'intervento deve essere fortemente individualizzato. Non per ultimo, è importante tenere presente che la deformazione scoliotica non si limita alla sola colonna vertebrale ma investe il corpo nella sua globalità, compresi i più importanti recettori posturali (occhio, orecchio, piede, propriocettori muscolari, ecc.). Nella rieducazione è importante quindi non focalizzarsi esclusivamente nel cercare di correggere meccanicamente la curva ma lavorare complessivamente sulla postura del soggetto.

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