Taping

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Taping

 

Il termine taping deriva dall’inglese tape, ovvero nastro, benda. Il concetto di bendaggio del corpo ha subito una forte evoluzione nell’ultimo secolo, anche se l’applicazione di fasciature ai fini curativi risale ai tempi dei greci e dei romani. Possiamo definire bendaggio o fasciatura un’applicazione di bende o fasce sopra un determinato distretto corporeo per limitare un danno, rendere più sicura un’articolazione o favorire la guarigione.

Le prime bende utilizzate in ambito sportivo dai trainer di basket statunitensi, agli inizi degli anni ’50, erano adesive ma completamente inestensibili. Ciò, chiaramente, limitava la possibilità di movimento dell’articolazione, inficiando conseguentemente anche la prestazione in ambito motorio e sportivo. Quando il taping arrivò in Europa, lo scopo delle scuole olandesi, italiane e francesi fu quello di rendere il cerotto estensibile, adeguandolo alla particolare struttura articolare su cui doveva essere applicato. Ciò rientra nel concetto di bendaggio funzionale, ossia una particolare forma di bendaggio che nei traumi è in grado di proteggere l’unità motoria o le strutture capsulo-legamentose eventualmente lesionate, salvaguardando la libertà funzionale delle strutture sane.

Il moderno concetto di taping neuromuscolare deriva dal Giappone: una benda che attraverso particolari applicazioni e stimoli compressivi e decompressivi ha la finalità di assistere il corpo per ottenere benefici sui sistemi muscoloscheletrico, vascolare, linfatico e sensitivo. Il metodo ha avuto la sua prima "esposizione" internazionale in occasione delle Olimpiadi di Seul nel 1988 con la Nazionale Giapponese di Pallavolo, nel corso degli anni ha allargato la sua diffusione in tutto il mondo. Attualmente è una delle tecniche maggiormente utilizzate in ambito riabilitativo, sportivo e rieducativo.  Non una terapia, il cerotto non rilascia alcun farmaco, ma una tecnica capace di stimolare le normali capacità di autoguarigione dell’organismo attraverso le sue proprietà meccano-elastiche.

La postura, del resto, oltre ad essere una forma di adattamento è anche una forma di abitudine. Sappiamo bene che più tempo siamo abituati a fare una cosa e meno siamo disposti a cambiarla. Del resto il limitarsi a correzioni esterne, come chi pensa che per rieducare una postura basti allungare un muscolo o rafforzarne un altro, come il sarto che accorcia e allunga il vestito a suo piacere, mostrerà nel tempo la sua inefficacia.
Non può esistere correzione posturale su queste basi: la madre che rimprovera il bambino seduto a tavola urlandogli "stai dritto!" non ha mai ottenuto grandi risultati; infatti dopo poco il bambino adotterà nuovamente la sua caratteristica strategia posturale. La presa di coscienza corporea gioca un ruolo fondamentale, unita al controllo, la coordinazione, l'equilibrio. Solo su queste basi è possibile ottenere un autocorrezione spontanea, consapevole e duratura da parte del soggetto.

Il taping chinesiologico, a tal proposito, è in grado di prolungare gli stimoli esterocettivi e propriocettivi anche al di fuori della seduta di ginnastica posturale, potenziandone sostanzialmente l'effetto, per portare il soggetto ad un'autocorrezione spontanea, attraverso la creazione di nuovi schemi corporei o la modifica dei precedenti acquisiti.

 

Breve presentazione

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. È autore di quattro libri, ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Inoltre, docente in Terapia Fisica Strumentale e Stabilometria in Analisi Posturale per il Master in Posturologia Clinica e Scienze dell'esercizio fisico dell'Università di Catania.Ha svolto l'attività di Tutor sportivo per il Coni Lazio, quella di docente per il Coni Campania....... Continua a leggere

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