Alluce valgo: prevenzione e trattamento

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Cos’è l’alluce valgo

L’alluce valgo è una delle condizioni patologiche dell’avampiede più conosciute, invalidanti ed antiestetiche che portano più spesso il paziente al consulto clinico.

Si tratta di una sublussazione statica della prima articolazione metatarso-falangea con deviazione mediale (varismo) del primo metatarsale e deviazione in valgo dell’alluce (Mann RA, Coughlin MJ,1981)

Si realizza inoltre la sublussazione o la lussazione franca dell’articolazione metatarso-sesamoidea dell’alluce.

Nel meccanismo patogenetico di sviluppo e di evoluzione l’alluce può ulteriormente pronare, portandosi in intrarotazione.

 

 

Quadro clinico

Il sintomo più comune è il dolore a livello della radice dell’alluce e della pseudo-esostosi (volgarmente la cipolla) per conflitto con la calzatura. A livello della protuberanza ossea sul bordo esterno del piede, la cute presenta arrossamento o ipercheratosi (ispessimento dello strato epiteliale della cute) con infiammazione e dolore. Questi sintomi possono interessare anche le dita vicine (come quando l'alluce risulta sovrapposto al secondo dito del piede) e peggiorano con l’utilizzo di calzature strette.

 

 

 

  • Altri sintomi sono:

- Molto frequente è la comparsa di algie sotto la pianta del piede con la sensazione di avere una piccola pietra all’interno della scarpa. Questa è causata dal sovraccarico dei metatarsi laterali che può condurre a una metatarsalgia.

- Meno frequentemente può comparire una limitazione del movimento del alluce per compresenza di artrosi a livello dell’articolazione metatarso-falangea (alluce valgo-rigido). La limitazione e la concomitante artrosi è più frequente nelle forme molto gravi di alluce valgo.

Oltre alla deformità a carico dell’avampiede l’alluce valgo causa una disfunzione della dinamica del passo che con il tempo può evolvere in una vera e propria sindrome posturale:

- tendenza al ginocchio valgo,

- sovraccarichi alle ginocchia e alle anche,

- iperlordosi lombare di compenso.

 

Cause

Chiunque può essere colpito da alluce valgo, si riconosce comunque una prevalenza nel sesso femminile e soprattutto la tendenza maggiore alla deviazione con l’avanzare dell’età.

Fra i fattori predisponenti vi possono essere cause congenite (ereditarietà), piede piatto, ipermobilità della prima articolazione metatarso-falangea, basso tono muscolare del piede.

Fattori secondari possono riguardare l’utilizzo prolungato di calzature con punta stretta, troppo piccole o col tacco alto. Le scarpe che non si adattano adeguatamente costringono l'alluce in una posizione non fisiologica e forzata. Anche alcune patologie, come l'artrite reumatoide e la gotta, possono essere responsabili dell'insorgenza dell'alluce valgo.

 

Diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica, dalla semplice osservazione è facile evidenziare la deformità dell’alluce. La valutazione funzionale deve appurare eventuali mancanze a livello muscolare, ipermobilità o ipomobilità dell’articolazione metatarso-falangea (artrosi), localizzazione delle ipercheratosi e ulteriori segni di compromissione funzionale. La valutazione clinica può arricchirsi con un esame baropodometrico, valuta le pressioni statiche e dinamiche sul piede permettendo di comprendere se vi è un’eventuale sovraccarico dell’alluce o una modifica della dinamica del passo.

La radiografia permette di avere un’indicazione sul grado della deformità e per valutare i cambiamenti che si sono verificati a carico del piede. Questa indagine consente anche di determinare l'angolo tra l'alluce e il piede: il disturbo si definisce propriamente, infatti, quando l'angolo tra il primo e il secondo osso metatarsale, è superiore a 9°.

 

E’ fondamentale comunque un approccio globale alla valutazione e successivamente al trattamento, non limitandosi alla semplice osservazione dell’avampiede.

Trattamento

Il trattamento dell’alluce valgo deve tenere necessariamente conto del grado di deformazione, del quadro clinico generale, dell’età del paziente, della funzionalità residua.

Non bisogna dimenticare la tendenza al peggioramento dell’alluce valgo con l’avanzare dell’età.

Fondamentale è sicuramente un’attenta prevenzione:

- Scegliere scarpe adeguate: la regola generale è che non deve essere il piede a doversi adattare alla scarpa, semmai viceversa. Scegliere sempre calzature che abbiamo un contrafforte sul tallone rigido e sostenuto ma che consentano il movimento della caviglia. Il rialzo sul tallone dovrebbe essere di massimo 4 cm, da evitare sono assolutamente le scarpe col tacco. La parte anteriore dovrebbe essere ampia per l’alloggio comodo delle dita e flessibile per consentire la corretta dinamica del passo. Bisogna ricordare che lo sviluppo sintomatologico dell’alluce valgo deriva proprio dal conflitto con una calzatura inappropriata.

- L’utilizzo di fasciature protettive o di ortesi in silicone realizzate su misura consentono di evitare il conflitto del callo osseo con la calzatura, riducendo significativamente l’infiammazione.

 

- Le ortesi plantari personalizzate, che si adattino non solo alle caratteristiche dell’alluce ma che prendano in considerazione l’intero assetto posturale del paziente, permettono di ottenere un buon miglioramento della sintomatologia generale, specie nei casi paralleli di ulteriore dolorosità sulla pianta del piede (metatarsalgia, Neuroma di Morton, fascite plantare).

 

- Il trattamento fisioterapico o esercizi attivi di mobilizzazione, stretching e rinforzo della muscolatura podalica (potenziamento della dorsiflessione del piede e dell’abduttore dell’alluce), rappresentano un ottimo coadiuvante della terapia ortesica plantare.

- I trattamenti chirurgici (osteotomie, artrodesi, mininvasivi) devono essere riservati ai casi severi di deformità e soprattutto in caso di forte sintomatologia e limitazione funzionale.

Breve presentazione

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. È autore di quattro libri, ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Inoltre, docente in Terapia Fisica Strumentale e Stabilometria in Analisi Posturale per il Master in Posturologia Clinica e Scienze dell'esercizio fisico dell'Università di Catania.Ha svolto l'attività di Tutor sportivo per il Coni Lazio, quella di docente per il Coni Campania....... Continua a leggere

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