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Migliora la tua postura, ora.

 

 

La soletta posturale agisce sulle catene muscolari ascendenti che partono dal piede riequilibrando la tua postura

 

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PLANTARI SU MISURA

Il plantare meccanico classico ha il suo “modus operandi” nel riallineamento di segmenti deviati. La semplice stimolazione passiva non genera risultati duraturi, anzi rischia di perturbare il sistema. Una volta cessato lo stimolo, l’effetto finale sarà uguale a quello precedente all’applicazione, se non peggiore: una strutturata sorretta in maniera del tutto passiva, tolti i pilastri che la sostengono, è destinata a crollare. 

Nel suo rigido tentativo di sostegno, il plantare meccanico rischia di far diventare il piede cieco, limitandone la potente azione sensoriale.

La soletta posturale permette un riequilibrio ascendente delle catene muscolari, attraverso una riorganizzazione del processo a livello recettoriale e somato-sensitivo e quindi non solo ricercando una correzione meccanica passiva. Plantari su misura anche per piede piatto bambini

L’azione dei rilievi estero-propriocettivi (inferiori a 2 mm di spessore) determina una stimolazione sensoriale riflessa dei muscoli intrinseci del piede e quindi della catena muscolo-connettivale corrispondente, con modulazione del tono dei muscoli stessi e delle tensioni delle fasce e dei legamenti. Non agiamo modificando drasticamente il sistema ma lo informiamo. L’informazione veicolata dai recettori podalici è in grado così di riorganizzare e riarmonizzare la postura nel suo complesso.

PLANTARI SU MISURA

 

 

L'efficacia della soletta è spesso rilevabile dopo poche settimane con il cambiamento dell'appoggio. Ciò è particolarmente rilevante nei casi di piede piatto o piede cavo.

 

 

 

 

I maggiori autori internazionali della Posturologia si sono espressi favorevolmente sull'utilizzo e l'efficacia delle solette posturali

Contatta il Dott. Marino al 3409847990 per prendere appuntamento su Catania e Piazza Armerina (Enna)

Possibilità di appuntamento anche a Roma tramite il nostro studio Podoposturale associato. 

 

     

   

DOTT. FABIO MARINO

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. E’ autore di quattro libri (vedi Pubblicazioni). Docente in Terapia Fisica Strumentale e Stabilometria in Analisi Posturale per il Master in Posturologia Clinica e Scienze dell'esercizio fisico dell'Università di Catania. Ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Ha svolto l’attività di Tutor sportivo per il Coni Lazio, quella di docente per il Coni Campania e per i corsi di formazione in tutta Italia per Nonsolofitness. Relatore a prestigiosi Congressi Internazionali.

 

Segue quotidianamente percorsi individuali e piccoli gruppi di rieducazione motoria, ginnastica posturale e propriocettiva. Specializzato nella costruzione di ortesi plantari, ortesi posturali e nel trattamento e riabilitazione delle principali alterazioni podaliche e posturali. E’ operatore certificato nell’applicazione del Taping elastico, ha introdotto in Italia la metodologia del Taping posturale. Amministratore del sito podoposturale.it . Il Dott. Marino svolge la sua attività professionale come Podologo e Posturologo presso gli studi di Piazza Armerina, Catania e Siracusa.

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Se anche un fenomeno assoluto del mondo dello sport come Usain Bolt avesse il piede piatto crollerebbero tutto di un colpo tantissimi falsi miti legati alla patologia del piede che più preoccupa i genitori. Da sempre il piattismo viene demonizzato come uno dei mali peggiori, specie dei bambini. Tale idea è figlia di una cultura ortopedica che spesso ha preso in considerazione la struttura senza indagare la funzione, costringendo spesso ragazzini ad interventi ortesici e chirurgici quantomeno inappropriati. 

Il piede di un bambino è normalmente piatto quando assume la stazione eretta ed inizia la deambulazione. Le ossa sono ancora in fase di formazione, è abbondante il tessuto adiposo, lassi i muscoli e i legamenti cosicché la struttura dell’elica podalica è incompleta. Si parla a tal proposito anche di piede piatto valgo-lasso. Gli stimoli esterni che progressivamente il bambino fornirà al piede con la crescita, prima gattonando, poi stando in piedi, camminando e correndo, contribuiranno in maniera determinante alla buona formazione dell’elica podalica generalmente entro i 6-7 anni. Il piede piatto lasso dell’infanzia decorre asintomatico e si normalizza con la crescita nella maggior parte dei casi. Si rende evidente solamente sotto carico, mentre in scarico e in punta di piedi la sua morfologia appare del tutto normale. Questo concetto di reversibilità non è ancora probabilmente molto chiaro a certi operatori e professionisti, fin troppo affezionati alla chirurgia e a concetti ortopedici ormai datati. 

Una discriminante importante ai fini della prognosi è quella del dolore. Nel dettaglio la sintomatologia, quando presente, è caratterizzata da dolore al piede che si estende fino al polpaccio quando il soggetto è in piedi o cammina, che è causa di una facile affaticabilità e che si attenua o scompare con il riposo.

Con il passare del tempo aumentano le manifestazioni dolorose a livello del collo del piede e del mesopiede, progressivamente le anomalie della morfologia del piede si accentuano e possono associarsi anche ad ulteriori alterazioni o sintomi quali alluce valgo o fascite plantare. È da sottolineare il fatto che, proprio a causa delle alterazioni anatomiche tipiche del piede piatto, aumentino le probabilità che in età adulta si presentino nel tempo problemi di tipo artrosico.

Il soggetto ha sempre più difficoltà a eseguire la flessione e supinazione del piede e l’insorgenza della sintomatologia dolorosa può costringere al ritiro dall’attività sportiva praticata e causare difficoltà nelle attività di relazione sociale (giochi, feste, gite scolastiche). Va ricercata e correttamente valutata anche l’alterata usura delle calzature, sarà caratteristico il consumo mediale della suola. Solo nei casi descritti, comunque rari, il piede piatto può avere indicazione alla chirurgia, mai in assenza di sintomatologia e mai in presenza di segni di reversibilità. 

In generale il piede piatto non va inteso come il peggiore dei mali: molti adulti e perfino sportivi conducono una vita perfettamente normale, priva di sintomatologia, nonostante evidenzino all’appoggio un piattismo. Gli eccessi di correzione sono ben peggiori del difetto di forma. E’ bene ricordare quanto evidenziato nel primo capitolo: “Il paradosso posturale sta nel soggetto che trova un suo equilibrio nell’apparente squilibrio”. Un piattismo può essere del tutto funzionale all’equilibrio globale del soggetto o semplicemente l’adattamento ad uno squilibrio discendente.

 

In una società moderna caratterizzata da una crescente e dilagante sedentarietà, specie durante l’infanzia con bambini cresciuti come “polli da allevamento”, non sorprende che una condizione para-patologica come il piede piatto infantile possa evolvere sfavorevolmente fino a divenire strutturato e rigido in età adulta. 

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Argomenti: #test #postura #Bassani 

Il soggetto esaminato è in posizione eretta con i piedi divaricati alla larghezza del bacino. L’esaminatore si posizionerà dietro di lui e poggerà delicatamente e simmetricamente i pollici all’altezza delle SIPS.  Si chiederà al soggetto di flettersi anteriormente piegando prima il capo a fondo e progressivamente la colonna come per toccare i piedi con le mani ma mantenendo le gambe distese. Nella parte finale dell’esame i pollici, fisiologicamente, dovranno trovarsi nella stessa posizione simmetrica di partenza, altrimenti il pollice rimasto più in alto dimostrerà un evidente spasmo nella parte omolaterale. Il test modificato può essere ripetuto a diverse altezze sui muscoli paravertebrali del rachide. La posizione sistematica più alta dello stesso pollice indica un’asimmetria del tono posturale. 

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Test di Thomas: il Podologo a Catania

6 motivi per fare una visita posturale

 

Argomenti: #test #visita posturale #Thomas #ileopsoas

 

Il Test di Thomas permette di valutare la flessione dell’anca in decubito supino e l’eventuale retrazione muscolare, monolaterale o bilaterale, dei muscoli flessori dell’anca. In particolare si valuteranno:

  • Il muscolo ileopsoas
  • Il muscolo retto femorale
  • Il muscolo tensore della fascia lata
  • Il muscolo sartorio

Ginnastica posturale

A soggetto in decubito supino a gambe distese viene fatta flettere l’anca controlaterale all’arto in esame fino ad ottenere un appiattimento della lordosi lombare, si porrà così in trazione il muscolo ileopsoas dell’arto disteso.

 

Se il muscolo è retratto, la gamba distesa si solleverà provocando un innalzamento del ginocchio che sarà variabile in base al grado di retrazione. 

Scegli una visita dal: Podologo Catania

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Argomenti: #test #postura #valutazione

 

Il Segno o Test di Lasègue è una manovra utilizzata comunemente per esaminare l’interessamento radicolare in una sciatalgia. E’ utile inoltre per valutare il grado di estensibilità della catena muscolare posteriore. 

L’operatore solleverà lentamente l'arto in esame, tenendo il ginocchio in estensione e la caviglia in dorsiflessione neutra. Normalmente la tensione degli ischiocrurali si manifesta ad 80° di flessione dell'anca, mostrando una normale lunghezza. Possiamo considerare rigidi i muscoli posteriori della coscia se l'angolo è inferiore ad 80°. La positività del test consiste in una manifestazione dolorosa sciatalgica (che compare a flessione inferiore a 60°). Minore è il valore angolare della flessione dell'anca al quale si manifesta la sintomatologia, maggiore è la gravità della compromissione radicolare.

 

Breve presentazione

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. È autore di quattro libri, ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Docente in Terapia Fisica Strumentale. Per ginnastica posturale con plantari su misura chiama Podologo Catania Continua a leggere

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