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Argomenti: #camminare #piede #diabete 

 

Il cammino rappresenta una delle attività che più caratterizza l'essere umano in quanto tale. Già in epoca preistorica l'uomo era dedito al nomadismo, ossia allo spostamento continuo, anche per lunghi tratti, per andare alla ricerca di cibo. L'attività di esplorazione è proseguita in epoca romana, gli eserciti erano costretti a camminate estenuanti per raggiungere il luogo della battaglia. Dapprima l'utilizzo dei cavalli, poi dei carri fino all'evoluzione della tecnologia a motore hanno determinato una serie di conseguenze, più o meno buone, nel rapporto fra l'uomo ed il cammino. Se camminare un tempo era quindi una necessità oggi è probabilmente diventato una rarità.

Nell'epoca della sedentarietà esasperata la maggior parte delle persone ha dimenticato cosa voglia dire muoversi. Un paradosso che esemplifica questo concetto è sentir dire "generalmente mi muovo in auto o in treno"… Gli ascensori, dal canto loro, hanno fatto dimenticare cosa voglia dire "fare le scale", anche e soprattutto i più giovani preferiscono aspettare per minuti l'ascensore piuttosto che salire a piedi una rampa. Se nelle grandi metropoli l'uso continuo dei mezzi è parzialmente giustificato dal fatto di dover ricoprire lunghe distanze, nei piccoli paesi di provincia anche per effettuare uno spostamento di 100 metri, vuoi per prendere il figlio da scuola o per andare a comprare il pane, si utilizza l'auto. L'ulteriore paradosso di questa abitudine è che spesso i tempi si allungano piuttosto che accorciarsi. Si vede gente disperata ed intrappolata nel traffico mentre quei pochi eletti che camminano tornano sorridenti alle proprie case.

Analisi del cammino

La locomozione umana coinvolge tutti i principali segmenti corporei, impegnati contemporaneamente nel controllo della postura, nel contrasto della forza di gravità e nello spostamento del corpo. Si può affermare che la locomozione, intesa come lo spostamento e quindi il movimento del corpo, risponda sia a leggi fisiche che biologiche, che mirano ad ottenere il massimo beneficio o risultato con il minimo sforzo. Ciò che rende caratteristico il cammino nell'uomo è la sua modalità bipodalica e ortograda. Allo stesso tempo ciascuno di noi si differenzia dagli altri nel modo di camminare, vuoi per la differente lunghezza degli arti, per un peso corporeo più accentuato, per il range ridotto di qualche articolazione. Di questo ne è la prova il fatto che si riconosce, o spesso si imita, il modo di camminare di un amico o di un conoscente proprio perché ha caratteristiche univoche. A questa unicità contribuisce anche l'utilizzo delle calzature, nel tempo differenziatesi in mille e più modelli, che modificano il fisiologico appoggio del piede nell'impatto al suolo. Di questo abbiamo già parlato nell'articolo "Scarpe coi tacchi: istruzioni per l'uso".

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Breve presentazione

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. È autore di quattro libri, ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Docente in Terapia Fisica Strumentale. Per ginnastica posturale con plantari su misura chiama Podologo Catania Continua a leggere

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