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Per anni la funzione dei legamenti, formazioni di tessuto connettivo fibroso, è stata vista esclusivamente in un'ottica di congiunzione fra capi ossei e di fornire stabilità all'articolazione. In un sistema, come quello Tonico Posturale, in cui vi è la necessità di conoscere, istante per istante, la miriade di informazioni e le mutevoli condizioni ambientali in cui il nostro corpo è immerso, una funzione esclusivamente meccanica dei legamenti sembra quanto meno contraddittoria. Non si spiegherebbe, ad esempio, il perché importanti legamenti intra-articolari sono presenti nell'arto inferiore (interosseo astragalo-calcaneare, crociati del ginocchio, legamento rotondo dell'anca) ma non hanno corrispettivi nell'arto superiore. La natura e l'evoluzione difficilmente sono guidate dal caso. Se la loro funzione fosse esclusivamente meccanica, per fornire appunto maggiore sostegno all'articolazione, la loro presenza avrebbe avuto maggiore significato sull'arto superiore dove la gravità agisce in allontanamento sui capi e non in costrizione come nell'arto inferiore. E' evidente quindi che c'è dell'altro.

Dopo aver riconsiderato il ruolo recettoriale della cute quale straordinario organo informativo per il Sistema Tonico Posturale è necessario rivedere la funzione legamentosa all'interno di questo sistema. La complessità del processo di moto è tale che le strutture coinvolte devono necessariamente adattarsi su piani tridimensionali per poter svolgere a pieno la loro funzione. Il piede ne è un esempio perfetto: per anni assimilato ad una "volta" o ad una "capriata" da studiosi che nella loro visione bidimensionale del movimento non riconoscevano le forze torcenti e rotazionali che avrebbero portato queste strutture a crollare. Associandolo, invece, ad un sistema ad "elica a passo variabile" si riconosce al piede la sua straordinaria capacità di essere organo di senso oltre che di moto. In questi termini merita particolare attenzione il legamento interosseo astragalo-calcaneare o legamento "a siepe".

Situato nello spazio che separa astragalo e calcagno, il seno del tarso, è in grado di registrare istante per istante il grado di avvolgimento dell'elica podalica durante lo svolgersi del passo, quindi con funzione propriocettiva oltre che di stabilizzazione dell'articolazione. Le ricerche di Marcacci e coll. (1982) evidenziano una ricchezza recettoriale non indifferente (numerosi corpuscoli di Golgi-Mazzoni e rari corpuscoli di Pacini) ed una folta terminazione di rami nervosi nel contesto del seno del tarso. Ciò, in un sistema che si definisce come "fine", non può essere di certo una casualità.

Lo specifico ruolo di informatore spaziale svolto a livello legamentoso si ritrova anche nel legamento calcaneo-scafo-cuboideo o ad Y. Attraverso la torsione dei suoi "bracci" informa il sistema nervoso sulle variazioni di posizione reciproca fra cuboide e scafoide dal piano trasverso a quello frontale. E' chiaro quindi che, alla pari di altri organi recettoriali del Sistema Tonico Posturale, il legamento agendo quale sensore di tensione e deformazione è in grado di informare i centri superiori circa la reciproca spazialità dei capi articolari contribuendo alla funzione cinestesica e propriocettiva. Ciò dovrebbe essere tenuto debitamente in considerazione anche in ambito chirurgico da alcuni professionisti fin troppo affezionati al "taglia e cuci".

Fonti bibliografiche: F. Moro, 2006, Podologia non lineare, Ed. Marrapese

Breve presentazione

Dottore con lode in Scienze Motorie e in Podologia, specializzato nel Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. È autore di quattro libri, ha scritto decine di articoli scientifici su siti e riviste specializzate. Docente in Terapia Fisica Strumentale. Per ginnastica posturale con plantari su misura chiama Podologo Catania Continua a leggere

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